Fino ai primi anni Novanta, un contratto di prestazione d'opera poteva essere siglato con una stretta di mano.

Mio zio, imprenditore edile, mi raccontava che ogni suo lavoro nasceva così: si concordavano cifra, tempi di consegna e pagamenti guardandosi negli occhi. Quell'accordo era indissolubile. Rispettarlo era incontrovertibile perché in gioco c'era l'onorabilità delle persone coinvolte, ben oltre i soldi. La parola data valeva quanto un timbro e chi la tradiva usciva dal giro.

Poi sono arrivate le scritture private, i contratti, i preventivi in tre copie. Poi le PEC, le piattaforme, gli intermediari. Ogni passaggio ci ha protetti meglio. E ha allontanato la fiducia dal suo luogo originario.